CSA - Centro Studi Amministrativi

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Torino 19 ottobre 2016 Corso: LA COMUNICAZIONE EFFICACE

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Il corso si propone di: Potenziare la capacità di gestione della comunicazione e delle relazioni interpersonali nell'ambito dei processi  lavorativi interni e delle relazioni con l’esterno;  essere in grado di riconoscere e valorizzare le proprie modalità comunicative e relazionali e quelle dei propri interlocutori, individuando le modalità e le risposte più appropriate; saper osservare il proprio comportamento comunicativo e relazionale, valutarne la qualità e definire i piani di azione personali per migliorare la propria capacità comunicativa alla luce di quanto appreso

(Per il programma completo cliccare il alto su: corsi)

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Torino 15.6.2016 Corso: Il Regolamento Europeo - Protezione dei dati personali/privacy

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                         IL REGOLAMENTO EUROPEO* 

PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI/PRIVACY  

                           Torino, 15 giugno 2016

Il corso illustra in qualità, le sanzioni e le responsabilità in materia di protezione dei dati personali con riferimento

al  recente provvedimento di approvazione del regolamento europeo sulla  privacy e sulle recenti modifiche

normative dal forte impatto sull'operare quotidiano

                                              (per il programma completo cliccare in alto sul link corsi)

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Workshop: Nuovo Codice dei contratti di appalto - Quadro normativo e gestione pratica

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                                                      Torino 10 e 19 maggio 2016 

 

                                                                                        WORKSHOP

IL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI DI APPALTO -  QUADRO NORMATIVO E GESTIONE PRATICA

                                                                            ..................................................

                                                                                1 modulo

                 

                          QUADRO NORMATIVO ED IL RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE UE 

                                                            Novità -  Trasparenza - Contenzioso

                                                                                                        ................

                                                                             2 modulo

                            

                      GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, FORNITURE,  SERVIZI

  Scelta del contraente, gara, aggiudicazione, esecuzione e profili di danno erariale per affidamenti illegittimi

                                                                                                                                          ……………….

Il workshop con un approccio pratico-operativo indirizzato ai Segretari, Direttori,  Responsabili Uffici Tecnici e loro collaboratori,

degli Uffici Appalti,    Contratti, Economato, Provveditorato e Legale di Enti Pubblici, Società partecipate e Liberi Professionisti,

analizzerà gli elementi di novità intervenuti nel provvedimento di approvazione del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici di lavori,

 servizi e forniture  a seguito della legge delega  per l'attuazione  delle 3 nuove Direttive UE.

Il corso mira a formare e consolidare la preparazione delle figure professionali coinvolte nel settore degli appalti e contratti pubblici

                               (per il programma completo cliccare in alto sul link corsi)

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Siamo un'associazione scientifico-culturale, senza fini di lucro, operante dal 1983, composta da docenti universitari, magistrati, liberi professionisti, studiosi, dipendenti pubblici. Pubblichiamo la rivista giuridica di dottrina, giurisprudenza e legislazione "Quaderni Amministrativi".
Promuoviamo e curariamo la trattazione e l'approfondimento di problemi culturali, economici, fiscali, amministrativi ed urbanistici degli operatori pubblici e privati con convegni, congressi, seminari, conferenze e corsi.
Lunedì, 25 luglio 2016

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NOTIZIE DA FILODIRITTO.COM

  • Mediazione - Tribunale di Vasto: è a carico dell’opponente al decreto ingiuntivo l’attivazione della procedura di mediazione
    Il Giudice di merito del Tribunale di Vasto, con Sentenza del 30 maggio, ha affrontato il tema delle conseguenze dovute alla mancata attivazione della procedura di mediazione demandata nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo, esaminando, in particolare, la questione concernente l’individuazione della parte sulla quale grava l’onere di attivazione della procedura di mediazione. Nel caso di specie, il Giudice istruttore, con Ordinanza del 13 luglio 2015, in seguito all’accoglimento del decreto ingiuntivo del creditore da parte del Tribunale di Vasto e conseguentemente all’atto di citazione in opposizione al menzionato decreto da parte dei debitori ingiunti, disponeva l’esperimento del procedimento di mediazione, ritenuto che la natura puramente documentale della causa suggerisse il ricorso a soluzioni amichevoli della lite (articolo 5, comma 2 del Decreto Legislativo n. 28/10). Alla successiva udienza, le parti dichiaravano di non aver attivato la procedura di mediazione e chiedevano altra udienza di precisazione delle conclusioni. Trattandosi di una opposizione a decreto ingiuntivo, la questione affrontata dal Giudice ha riguardato principalmente l’individuazione della parte sulla quale grava l’onere di attivare la procedura di mediazione, oltre alle ripercussioni della eventuale inottemperanza a tale onere. Il Tribunale di Vasto ha analizzato due diversi orientamenti giurisprudenziali sul tema. Secondo una prima soluzione interpretativa “in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di avviare la procedura di mediazione delegata ai sensi dell’articolo5, comma 4, Decreto Legislativo n. 28/10, grava sulla parte opponente”, essendo l’unico ad avere interesse affinché proceda il giudizio di opposizione diretto alla rimozione di un atto giurisdizionale (decreto ingiuntivo). La mancata attivazione della mediazione da parte del debitore, infatti, comporterebbe l’improcedibilità della opposizione, con la conseguente acquisizione di definitiva esecutività del decreto ingiuntivo opposto. Mentre in base ad un secondo indirizzo: “in caso di omesso esperimento del tentativo di mediazione, la declaratoria di improcedibilità avrebbe ad oggetto non l’opposizione, bensì la domanda sostanziale proposta in via monitoria. Ne consegue che l’onere di promuovere la mediazione sarebbe a carico del creditore opposto, atteso che questi riveste la natura di parte attrice titolare della pretesa azionata in giudizio e che la domanda giudiziale cui si riferisce l’articolo 5 del Decreto Legislativo n. 28/10 è la domanda monitoria e non già l’opposizione al decreto ingiuntivo emesso in accoglimento della stessa”. L’inerzia del creditore, comporterebbe la revoca del decreto ingiuntivo. Il Giudice di merito, sulle diverse opinioni espresse sulla questione, ha ritenuto di condividere i sostenitori del primo orientamento interpretativo. Il Tribunale di Vasto, ha sottolineato che: “la logica sottesa alla scelta legislativa di circoscrivere il perimetro applicativo della mediazione obbligatoria va rinvenuta nella volontà di differenziare i casi in cui la domanda, quand’anche relativa ad una delle materie elencate nell’art. 5, comma 1 bis, veicoli in giudizio un diritto di credito che abbia quelle caratteristiche tali da poter essere tutelato in via monitoria, dai casi in cui la stessa domanda riguardi un credito privo dei predetti requisiti, prevedendo una condizione di procedibilità solo per questi ultimi, ma non anche per i primi”. Il Giudice ha, quindi, affermato la correttezza della tesi secondo la quale colui che ha interesse e motivi per contestare l’esistenza di un credito, prima di far valere le proprie ragioni in sede giudiziale, ha l’onere di tentare l’esperimento della procedura di mediazione come occasione privilegiata di cui il debitore può usufruire per comporre amichevolmente la controversia. In caso di inottemperanza a detto onere, sarà dunque proprio l’opponente a subire le conseguenze della propria inerzia sotto il profilo della declaratoria di improcedibilità della domanda formulata con l’atto di opposizione, con la conseguenza che il decreto ingiuntivo opposto dovrà essere dichiarato definitivamente esecutivo. Pertanto, il Tribunale di Vasto ha dichiarato improcedibile l’opposizione a decreto ingiuntivo dei debitori, dichiarando definitivamente esecutivo quello emesso dallo stesso Tribunale in favore del creditore, compensando tra le parti le spese di lite. Per visualizzare il testo dell’ordinanza clicca qui. (Tribunale di Vasto, Sentenza 30 maggio 2016)
  • Robot - Parlamento UE: proposta di risoluzione su robotica e intelligenza artificiale
    Il Parlamento europeo ha presentato, il 31 maggio 2016, una proposta di risoluzione recante alcune raccomandazioni concernenti norme di diritto civile sulla robotica, con cui ha invitato la Commissione ad adottare una o più proposte legislative in materia. Il Parlamento europeo sottolinea come la robotica e l’intelligenza artificiale siano diventate una delle principali tendenze tecnologiche di questo secolo e il loro utilizzo promette di portare benefici in termini di efficienza e di risparmio economico in svariati settori produttivi, mentre, nel lungo termine, vi è un potenziale per una prosperità virtualmente illimitata. Al contempo, il rapido aumento del loro utilizzo e sviluppo pone nuove sfide che devono essere affrontate per garantire l’applicazione dei valori fondamentali dell’Unione Europea ad ogni fase del contatto tra i robot, l’intelligenza artificiale e gli esseri umani. La prima necessità sottolineata nella proposta è quella di individuare una definizione comune di robot autonomi intelligenti e le loro categorie per l’introduzione di un sistema di registrazione, prendendo in considerazione le caratteristiche di autonomia mediante raccolta, analisi e scambio di dati, la capacità di autoapprendimento, la presenza di un supporto fisico e l’adeguamento del proprio comportamento e delle proprie azioni rispetto all’ambiente. Ulteriore necessità è quella di prevedere un quadro etico-deontologico rivolto agli ingegneri robotici affinché la ricerca e lo sviluppo della robotica rispettino i principi di beneficenza, non maleficenza e autonomia, nonché quelli sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE tra cui i principi di dignità, uguaglianza, responsabilità individuale e rispetto della vita privata. Il Parlamento prosegue sottolineando l’importanza di affrontare il tema della robotica anche dal punto di vista della proprietà intellettuale e della privacy. Per questo motivo invita la Commissione ad elaborare i criteri per una “creazione intellettuale propria”, definizione riservata alle opere prodotte da computer o robot che possono essere tutelate da diritti d’autore. Inoltre, invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che nello sviluppo di politiche in materia di robotica sia garantita la tutela in materia di privacy e di protezione dei dati personali attraverso l’elaborazione e la promozione di standard per strumenti normativi e tecnici quali la privacy by design e privacy by default, il consenso informato e la crittografia. L’ultima e più importante questione affrontata nella proposta è quella della responsabilità civile: i robot hanno acquisito caratteristiche autonome e cognitive, sono sempre più simili ad agenti che interagiscono con l’ambiente circostante e in grado di alterarlo in modo significativo, mentre le attuali norme in tema di responsabilità non permettono di regolare i casi in cui un’azione od omissione non sia direttamente riconducibile ad un soggetto di diritto quale il fabbricante, il proprietario o l’utilizzatore. Pertanto, il Parlamento invita la Commissione a ragionare sulla possibilità che i robot abbiano uno status giuridico e, in caso di risposta affermativa, se esso sia riconducibile ad una delle categorie esistenti o, al contrario, se sia opportuno creare una nuova categoria con caratteristiche specifiche proprie per quanto riguarda l’attribuzione di diritti e doveri, compresa la responsabilità per i danni. In tema di responsabilità civile, la disciplina proposta non dovrebbe limitare il tipo o l’entità dei danni che possono essere risarciti né le forme di risarcimento per il semplice fatto che il danno è provocato da un soggetto non umano. Inoltre sarebbe opportuno introdurre un regime di responsabilità oggettiva, richiedendo una semplice prova del danno avvenuto e l’individuazione di un nesso di causalità tra il comportamento lesivo del robot e il danno subito dalla parte lesa, mentre il grado di responsabilità dei soggetti responsabili in ultima istanza dovrebbe essere proporzionale al livello di autonomia e la capacità di apprendimento del robot. Infine, come possibile soluzione al problema della complessità dell’attribuzione della responsabilità per il danno causato da robot, il Parlamento suggerisce alla Commissione l’introduzione di un regime di assicurazione obbligatorio. (Progetto di relazione del Parlamento europeo, recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica, 31 maggio 2016) Dott. Andrea Gabrielli
  • Droga - Cassazione penale: confisca nei reati in materia di stupefacenti
    Sulla impossibilità della confisca di cui articolo 12 sexies della legge 356/92 ai reati in materia di stupefacenti di cui al 5 comma dell’articolo 73 del Decreto del Presidente della Repubblica 390/90. È stato affermato il seguente principio di diritto secondo cui: “la condanna per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di fatti illeciti di lieve entità in materia di stupefacenti osta all’applicabilità della confisca di beni disposta ai sensi dell’articolo 12 sexies comma 1 della legge 356/92, ferma restando a possibilità di disporre la confisca di quegli stessi beni, laddove ritenuti profitto, prodotto o provento del reato ai sensi dell’articolo 240 del codice penale in presenza anche degli ulteriori presupposti di legge e sulla base di congrua e adeguata motivazione”. Il giudice di legittimità è nuovamente chiamato a pronunciarsi sull’istituto della confisca, questa volta la norma di riferimento è l’Articolo, che prevede la confisca allargata o per “sproporzione”. Nel caso di specie la Suprema Corte accoglie solo le doglianze dei ricorrenti relative all’illegittimità dell’applicazione, da parte del giudice di merito, della confisca come conseguenza dei reati oggetto delle pronunce nei precedenti gradi di giudizio (la Corte ne rileva la natura di misura patrimoniale di prevenzione). Il giudice di legittimità esclude la confisca non tanto sugli elementi forniti dalla difesa (“sulla capacità economica lecita giustificativa degli acquisti compiuti nel tempo oggetto di confisca”); bensì in quanto: vi è un’impossibilità “intriseca” di disporre la confisca in relazione alla natura dei reati per i quali è intervenuta la condanna non ricompresi tra quelli indicati nell’articolo 12 sexies della Legge 356/92. L’istituto è conosciuto dal nostro ordinamento in una vasta serie di ipotesi: la confisca ex articolo 240 del codice penale, la confisca del codice antimafia Decreto Legislativo 152/06; la confisca per equivalente a norma dell’articolo 19 Decreto Legislativo 231/01 e la confisca allargata secondo l’Articolo. Quest’ultima norma disciplina una speciale ipotesi di confisca cosiddetta allargata o per “sproporzione” si tratta di una misura patrimoniale di prevenzione, operante per i soli casi esplicitamente previsti dall’Articolo 12 sexies e quindi impossibile da applicazione in difetto della presenza dei reati tassativamente indicati. L’Articolo 12 sexies non esclude del tutto i reati di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 309/90 (Testo unico stupefacenti), ma limita l’applicazione della confisca alle sole ipotesi di cui agli articoli 73 e 74, con esclusione delle fattispeci di lieve entità tra cui il 5 comma dell’articolo 73 (oggi fattispecie autonoma di reato), quest’ultima è presa in considerazione dal caso de quo. Siffatta norma prevede quale sanzione, la confisca di beni o altra utilità, qualora, la persona fisica o giuridica di questi, imputata dei reati previsti nel primo comma dell’Articolo, sia titolare o ne abbia a qualsiasi titolo disponibilità, in valore sproporzionato reddito dichiarato ai fini delle imposte del reddito o alla propria attività economica. Non richiede un nesso di pertinzialità tra il reato consumato e il bene oggetto di confisca (Cassazione penale, Seconda Sezione n.1554/09). Tuttavia la norma prevede che, alle citate condizioni operi come presupposto primario la commissione di un reato esplicitamente richiamato dall’Articolo. In assenza la Corte, nella pronuncia in commento, esclude categoricamente l’applicazione della confisca allargata, lasciando invece una “possibile apertura” per la confisca a norma  dell’articolo 240 del codice penale, ove ne ricorrano le condizioni. (Corte di Cassazione, Sentenza n. 27760/2016)
  • Privacy - Corte d’Appello: messaggi nella mailing list tutelati come corrispondenza privata
    Con la sentenza in esame la Corte d’Appello di Milano ha statuito che i messaggi di posta elettronica scambiati tramite mailing list riservata agli aderenti ad un gruppo di persone costituiscono corrispondenza privata e vanno tutelati come comunicazioni di natura personale. La pluralità dei destinatari della mailing list non fa venire meno il carattere di corrispondenza chiusa ed inviolabile, poiché i messaggi non sono inoltrati ad una moltitudine indistinta di persone ma solo agli aderenti al gruppo. È questa la conclusione a cui è giunta la Corte, chiamata a pronunciarsi sul licenziamento per giusta causa irrogato nei confronti di un pilota per aver istigato i colleghi ad assumere forme di lotta sindacale in contrasto con gli obblighi lavorativi, turbando il regolare svolgimento dell’attività di volo nonché formulando affermazioni denigratorie e minacciose nei confronti di altri piloti. Per sostenere le ragioni fondanti il licenziamento, la compagnia aerea ha prodotto in giudizio i messaggi scambiati in mailing list dagli aderenti al sindacato dei piloti, ritenendo non violata la riservatezza del gruppo poiché gli stessi messaggi erano stati consegnati da un iscritto. La Corte d’Appello, in linea con la decisione del primo Giudice, ha ritenuto il licenziamento illegittimo, sia perché le affermazioni contestate al pilota erano intervenute in un periodo di accesa contrapposizione tra lavoratori e la direzione aziendale, sia perché la mailing list costituiva un gruppo di discussione chiuso e riservato agli aderenti al gruppo sindacale. A sostegno della propria tesi, la Corte ha affermato che tali comunicazioni telematiche rientrano nella tutela prevista dall’articolo 15 della Costituzione, a norma del quale la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. Inoltre viene richiamata anche la posizione del Garante della privacy, secondo cui i messaggi diffusi nelle mailing list e nei newsgroup protetti da password di accesso devono considerarsi come corrispondenza privata. (Corte d’Appello di Milano, Sezione Lavoro - Sentenza 24 Marzo 2016, n. 439 )

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